LA DIFFERENZA TRA PERICOLO E RISCHIO

Vi siete mai chiesti se rischio e pericolo sono la stessa cosa? Quando usiamo esclamazioni come Attenzione, è pericoloso! oppure Attenzione, è rischioso! usiamo i termini di attenzione e pericolo come sinonimi. Ma dopotutto in ambito di sicurezza sul lavoro, rischio e pericolo assumono significati e valenza diversi. Per capirne la differenza non basta leggere solo le normative e i decreti che le definiscono, ma bisogna comprendere i concetti di rischio, pericolo e danno.

 

Che cosa è il pericolo? Il pericolo è una proprietà intrinseca della situazione, oggetto, sostanza, ecc. non legata a fattori esterni che per le sue proprietà o caratteristiche ha la capacità di causare un danno alle persone.

Vediamo alcune definizioni di pericolo tratte da varie normative:

  • Art. 2, lettera r, D.Lgs 81/08 definizione di pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni.
  • UNI 11230 – gestione del rischio: causa o origine di un danno o di una perdita di potenziali.
  • UNI EN ISO 12100-1: potenziale sorgente di danno
  • ORIENTAMENTI CEE: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (sostanza, attrezzo, metodo di lavoro) avente la potenzialità di causare danni.
  • OHSAS 18001, 3.4: fonte o situazione potenzialmente dannosa in termini di lesioni o malattie, danni alle proprietà, all’ambiente di lavoro, all’ambiente circostante o una combinazione di questi.

Il pericolo quindi è la capacità di un “evento” di fare un danno alle persone. È un dato di fatto, non serve stimarlo.

Che cosa è il rischio? Il rischio è un concetto probabilistico, cioè la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone. La nozione di rischio implica l’esistenza di una sorgente di pericolo e delle possibilità che essa si trasformi in un danno. La formula del rischio è la seguente:

 RISCHIO = PROBABILITÀ x DANNO

La probabilità di un incidente da sola non basta a definire il rischio, né tantomeno l’entità del danno poiché il rischio è dato dalla combinazione di entrambi questi fattori.

  Vediamo alcune definizioni di rischio tratte da varie normative:

  • Art. 2, lettera s, D. Lgs 81/08 definizione di rischio: probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione.
  • UNI 11230 – gestione del rischio: insieme delle possibilità di un evento e delle sue conseguenze sugli obiettivi.
  • UNI EN ISO 12100-1: combinazione della probabilità di accadimento di un danno e della gravità di quel danno.
  • ORIENTAMENTI CEE: probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno.
  • OHSAS 18001, 3.4: combinazione della probabilità e della conseguenza del verificarsi di uno specifico evento pericoloso.

Il rischio è quindi la probabilità che il pericolo si manifesti con quantificazione del danno che ne deriverebbe. Non è per tanto frutto di una considerazione sommaria e necessita invece di una stima per essere quantificato.

Che cosa è il danno? Il danno è la gravità delle conseguenze che si verificano al concretizzarsi del pericolo. Vediamo alcune definizioni di danno tratte da varie normative:

  • UNI 11230 – gestione del rischio: qualunque conseguenza negativa derivante dal verificarsi dell’evento.
  • UNI EN ISO 12100-1: lesione fisica o danno alla salute.

POTENZIALE: in grado di diventare realtà, di materializzarsi anche in forma diversa dall’originale.

PROBABILE: che può essere possibile o prevedibile attraverso una qualsiasi legge di tipo aleatorio.

Facciamo ora un esempio concreto per meglio capire la differenza tra pericolo-rischio-danno.

Pensiamo di trovarci in un qualsiasi ambiente di lavoro dove si effettuano le pulizie lavando il pavimento:

  • Il pericolo è rappresentato dal pavimento bagnato, che può produrre un danno come una caduta.
  • Il danno, se avviene, sarà modesto, perché una caduta può provocare una slogatura o una rottura, ma può essere anche grave se si batte la testa.
  • Il rischio è dato dal prodotto della probabilità che qualcuno scivoli e cada per la gravità del danno.

La probabilità dell’evento è “probabile”, mentre il danno che può causare è “modesto-grave”, il rischio che ne deriva quindi è medio.

La probabilità che un evento dannoso possa accadere sono determinate anche dal modo in cui un lavoratore utilizza un attrezzo o dal suo comportamento all’interno di un luogo di lavoro.

Adottando le giuste misure di prevenzione, infatti, la probabilità che l’evento dannoso accada si abbassa notevolmente: per esempio basterebbe mettere dei cartelli di Attenzione! per segnalare il pavimento bagnato e la probabilità scenderebbe da “probabile” a “poco probabile” e se il danno fosse modesto il rischio che ne deriverebbe sarebbe quindi basso.

 

Un altro esempio: cosa è più rischioso?

 

  

 

AEREO: probabilità più bassa x danno più alto = meno rischioso

AUTO: probabilità più alta x danno più o meno alto = più rischioso

Per determinare se un rischio è basso, medio o alto ci affidiamo a questa matrice che scaturisce dalla combinazione della probabilità dell’evento e della gravità del danno:

Cosa determina la probabilità di accadimento ed il danno derivante? Certamente il comportamento dei lavoratori. Ma il comportamento dei lavoratori, a sua volta, da cosa è determinato? Dalla percezione del rischio. La percezione del rischio è un processo cognitivo coinvolto in diverse attività quotidiane e che orienta i comportamenti delle persone di fronte a decisioni che comportano dei rischi potenziali.

Con che frequenza vi capita di sentirvi preoccupati, per voi stessi o i vostri famigliari, di essere vittima di un infortunio sul lavoro? Un grafico ci illustra in valori percentuali le varie risposte:

Per gli esseri umani la percezione del rischio dipende scarsamente da fattori razionali, probabilistici e logici ma, al contrario di quanto si crede, è correlata fortemente alle emozioni.

Vi siete mai fermati a pensare se nella vostra attività ci sono più pericoli o più rischi?

 

 

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